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W.A.S.P. a Roncade – Recensione

by on 24 novembre 2012
 

W.A.S.P. Live a New Age, Roncade (TV)

20 Novembre 2012.

30 Years Of Thunder.....with the Wild Children”

Le danze vengono aperte alle ore 22:40 circa, quando parte l'intro composto da un medley di tutti i maggiori successi degli W.A.S.P. accompagnato da sirene, rumori di elicotteri e quant'altro possa far pensare ad un disordine urbano tanto caro ai We Are Sexual Perverts.

Il pubblico si accalca verso le prime file, il club New Age di Roncade (TV) non è molto grande, e questo facilita il contatto visivo con gli artisti rendendo l'evento in un certo senso più intimo, come se i presenti fossero i designati tra tanti altri, a rendere omaggio al quartetto di Los Angeles.

Mike Dupke si sistema velocemente dietro le pelli e dopo qualche istante le luci del palco si accendono in un flash per accogliere il resto della band: Mike Duda al basso, Doug Blair alla chitarra solista e con un gran plauso e boato viene accolto Blackie Lawless che inizialmente rimane girato di schiena per ricordare a tutti i presenti, tramite la sua t-shirt il motivo per cui si è li, dopodichè scattano entrambe le sue braccia in alto sfoggiando le lame scintillanti applicate negli avambracci, giusto per far capire chi è che comanda questa sera.

Inizia lo spettacolo con On Your Kness; come sempre capita in questi eventi, l'emozione è sentita da tutto il pubblico che come possiamo notare negli ultimi anni, è composto da bambini accompagnati dai genitori, ragazzi e over 40 tutti meravigliosamente accomunati da un unico intento: l'amore per il Metal. In seguito, senza dare tempo per respirare seguono: The Torture Never Stops e The Real Me. L'acustica non è ottimale, come succede la maggior parte delle volte nei piccoli club ma questo non crea un problema alla riuscita dello spettacolo. Doug Blair e Mike Duda saltano da una parte all'altra del palco e si rendono immediatamente disponibili a interagire con il pubblico.

E' tempo di L.O.V.E. Machine, un classico intramontabile che invita i presenti a lasciarsi andare insieme alla band. Blackie Lawless, dimostra tutti i suoi 56 anni.....se non di più, ma la luce dei suoi occhi ed il fascino del suo sguardo sono rimasti esattamente quelli di 30 anni prima. Personaggio carismatico, quindi pieno di energia, è rimasto l'unico membro originale della formazione dai tempi d'oro.

Una pausa al termine del pezzo e Blackie spiega al pubblico che in occasione del trentennale verranno proposti dei brani tratti dall'album capolavoro del 1992 “The Crimson Idol” in tre parti, il pubblico acclama e lui annuncia Wild Child, una song che non ha tempo e suonata dal vivo emana una carica particolare che coinvolge tutti i presenti; uno dei picchi emotivi più alti della serata.

Si prosegue con due ballad storiche: Sleeping (In The Fire) e Forever Free che in questa occasione vengono fuse in una unica song eliminando l'assolo di chitarra di Sleeping. Purtroppo date le dimensioni ridotte del palco, non è stato possibile posizionare gli schermi ai lati per mandare in onda i loro storici video in concomitanza con i pezzi suonati.

Si continua con The Headless Children mistica come sempre, dalle atmosfere cupe e I Wanna Be Somebody, giunge poco dopo a ravvivare gli animi.

Ed ecco che arriva “The Crimson Idol” suddiviso. Si parte con The Crimson Idol Medley, con una durata prolungata, ove la band ripropone gran parte delle song dell'album in questione; dopodichè ad un tratto, inizia la chitarra di Blackie a scandire le prime note di The Idol. Questo pezzo ha il potere di ipnotizzare i presenti, molte sono le fiamme accese degli accendini in sala e la massima intensità emotiva, la si raggiunge quando tutta la band si riunisce nel coro, sicuramente uno dei momenti più toccanti e belli della serata. Infine: The Great Misconceptions Of Me, termina l'omaggio reso a The Crimson Idol.

E' il momento della pausa prima dei bis che dura solo pochi minuti poichè Blackie e i suoi W.A.S.P. salgono sul palco e le tastiere danno inizio a Heaven's Hung In Black, una song tratta dall' album “Dominator” del 2007, semi ballad dedicata alla guerra ed alle sue atrocità, molto spesso mossa da interessi economici occulti.

Si giunge alla conclusione di questa festa dei trent'anni con un cavallo di battaglia della band di Los Angeles: Blind In Texas. Il pubblico esplode e tutti ballano come pazzi davanti alle note sputate a fuoco dalle chitarre di Blackie Lawless e Doug Blair, mentre a Mike Dupke il compito di dare il tempo con la sua micidiale batteria che ad ogni colpo inferto sembrava che dovesse venire giu' un pezzo del New Age. Le ragazze presenti si catapultano verso le prime file mentre Blackie a metà song interrompe e si mette con le braccia conserte a guardare il pubblico che lo acclama sempre di più. Un rapido cenno ai suoi W.A.S.P. E la song riprende incandescente per chiudere alcuni istanti dopo. Blackie Lawless e gli altri artisti salutano velocemente e se ne vanno davanti agli occhi strabiliati dei fan.

Uno show energico, vitale e coinvolgente. La scaletta, seppur ridotta, ha comunque accontentato i fan nuovi e di vecchia data, e' ormai chiaro che per mantenere certi livelli con la propria ancora splendida voce Blackie Lawless e' costretto a diminuire i tempi degli spettacoli ma come dimostrato da alcune song “unificate”, cerca in ogni caso di non tralasciare nulla e di meravigliarci ancora con i grandi classici del passato.

Gli W.A.S.P. sono ancora vivi e vegeti..............questa sera hanno voluto ricordarcelo!!!!

Andrea Pesce

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  • 29 novembre 2012 at 13:46

    Presente pur io…questa è la miglior recensione disponibile di questo show. Complimenti.

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    • Andrea Pesce
      27 maggio 2013 at 21:00

      Ciao Jackpink.

      Scusami se ti rispondo solo ora, ma sono stato molto impegnato….Intanto voglio ringraziarti, il fatto che una recensione possa cogliere l’essenza stessa di una band o di un contesto rock è davvero appagante. Questo è quello che cerco di fare in tutti i miei lavori. Lo show dei W.A.S.P. è stato tosto e non mi sarei aspettato nulla di meno….

      Stay Rock…..a presto

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