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Tarja a Udine, la voce femminile del metal sinfonico conquista il Teatro Nuovo

by on 24 febbraio 2014
 

Prima data in Italia in questo nuovo anno per Tarja Turunen, voce soprano lirica un tempo appartenuta alla metal band dei Nightwish e dal 2006 impegnata nel suo progetto solista con ad oggi quattro album all’attivo, l’ultimo tra questi Colours in the Dark, uscito lo scorso anno.

Sold out ottenuto già in prevendita, in Friuli è il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ad ospitarla, struttura accogliente ed elegante dotata di posti platea a sedere e due gallerie disposte circolarmente che nell’insieme creano una cornice perfetta per orchestre sinfoniche e rappresentazioni teatrali ma dove difficilmente penseresti mai di trovarti per assistere ad un concerto metal. Spesso tuttavia, rispetto ad una convinzione si è costretti a ricredersi, e Tarja sul palco del Teatro Nuovo è riuscita a dimostrarlo, unendo le meravigliose sinfonie della sua voce ad un ambiente che sotto la sua guida si è tinto quasi di mistico.

All’ingresso il teatro è già pieno per quasi la totalità dei posti a sedere. La platea è eterogenea, con giovani fan che già vestono le magliette ufficiali con sopra riportate le date del tour e altrettanti signori distinti che leggono tranquillamente seduti nei loro posti il comunicato stampa come fosse la descrizione dell’opera lirica a cui stanno per assistere. Hostess accompagnano gentilmente tra le file le persone all’ingresso.

Sul palco a precedere la vocalist finlandese salgono i Sorronia, metal band Ungherese dai toni gotici che presenta qualche brano tratto dal loro album Words of Silence. Il tempo a disposizione per loro è davvero limitato, con poco più di mezz’ora di esibizione, ma nonostante questo l’impressione è buona e il pubblico ascolta con attenzione applaudendoli soddisfatto al termine.

Il cambio palco è rapito e dura solo una decina di minuti prima che la strumentale Deliverance accompagni i musicisti ai loro posti dietro il tendone. Tarja sale tra loro solo al termine dell’intro quando bellissima e sorridente da il via al concerto sulle note di In for a Kill. Inutile dire che la sua voce rapisce e conquista fin da subito, mentre lei percorre il palco più volte per dare un primo saluto alla platea, che ringrazierà ripetutamente con parole affettuose durante tutta la durata del live. La scaletta è corposa, e prosegue con 500 Letters, uno dei singoli del nuovo album per poi dare spazio in crescendo a Damned and Divine, Falling Awake, I Walk Alone, Anteroom of Death e Never Enough al termine del quale c’è già una breve uscita dal palco che dura però il tempo di un cambio d’abito. Si riprende subito dopo con Sing For Me, Die Alive e la bellissima Mystic Voyage prima che Neverlight e Medusa portino alla prima vera pausa. Accanto a lei sul palco Mike Terrana alla batteria, autore di un divertente “lancio della bacchetta” con presa al volo tra i vari membri del gruppo, Alexander Scholpp alla chitarra, l’italiana Anna Portalupi al basso, Christian Kretschmar alle tastiere e Max Lilja al violoncello. L’emozione va in crescendo e ci si ritrova in piedi ad applaudire prima di rendersene conto, cullati da melodie potenti e ritmi incalzanti che annullano il tempo e conducono al termine della prima parte troppo presto. “Succede sempre così” ammette la stessa Tarja commossa. Nell’encore viene lasciato spazio per Victim of Ritual, Wish I Had an Angel (cover dei Nightwish decisamente molto apprezzata dalla platea) e Until My Last Breath che porta a conclusione l’originale scaletta. Gli scrosci di applausi sono continui e non si interrompono nemmeno dopo l’inchino di tutta la band, tanto che Tarja si lascia letteralmente sommergere dal pubblico scendendo nella platea a salutare i suoi fan. Nel ritirarsi commossa decide di regalare un ultimo pezzo, e così rivolgendosi al suo pubblico con un “…one more?” risale sul palco assieme alla sua base ritmica per riproporre un brano di Gary Moore, Over The Hills e Far Away, con tanto di bandiera italiana fatta volteggiare e stretta a sé durante le note finali. Il secondo inchino di tutto il gruppo è davvero l’ultimo, ma anche dopo questo i saluti si protraggono, fino a che con qualche lacrima di commozione che le bagna il viso Tarja esce dal palco promettendo “ci rivedremo presto”.

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