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Papa Roach al New Age Club di Treviso – Report

by on 24 giugno 2013
 

Prima data da headliner quella dei Papa Roach a Roncade. Dopo la presenza a Milano lo scorso novembre come spalla agli Stone Sour, il gruppo statunitense è infatti ritornato nel nostro paese per le prime due presenze italiane previste all’interno del The Connection tour, la prima tra queste organizzata dal New Age Club di Roncade lo scorso mercoledì.

Il locale è da sempre un punto di riferimento della scena underground trevisana e non, con alcune chicche del rock/metal nascoste spesso nella programmazione annuale. Ma nonostante eventi di questo tipo in piccoli locali dallo stile del New Age club siano da considerarsi una preziosa rarità, capaci di regalare intimi show incredibilmente vissuti e vibranti di emozioni, la scelta di destinare questa location per il passaggio estivo dei Papa Roach ha sicuramente fatto sorgere (almeno tra i frequentatori abituali del club me compresa) qualche dubbio. Diciamo solo che l’idea di ritrovarsi in un bagno di sudore in mezzo ad una moltitudine di gente era sorta già in concomitanza con l’annuncio della pianificazione della data a metà Giugno. E a parte per quanto riguarda l’affluenza, ben al di sotto della media per uno spazio che poteva contenerne anche il doppio e per un gruppo che faceva sperare e avrebbe meritato il tutto esaurito, il bagno turco c’è stato.

A concedere la prima sauna a 60 gradi sono già i Glamour of the Kill, gruppo spalla annunciato solo negli ultimi giorni prima del concerto come sostituzione agli Escape The Fate, originariamente in line-up. Pochi brani a disposizione per loro, giusto il tempo di regolare la temperatura, e una buona performance per gli amanti del genere che ben presentano la band di York in una delle loro prime visite in Italia.Tra i loro pezzi anche Feeling Alive, tratto dal loro album di debutto The Summoning, premiato dalla rivista Kerrang come “video of the week”.

Una mezz’ora di cambio palco aumenta la suspence, mentre la temperatura è già cresciuta ai livelli di una sauna a 90 gradi. Ad accorgersene sono anche gli stessi Papa Roach, che iniziano a sudare praticamente già a partire dalla intro di Engage. Poco male, Jacoby fa capire fin da subito che i livelli critici li faranno raggiungere loro quando con aria di sfida alza il colletto del gilet in jeans prima di lanciarsi con tutta la sua carica in Still Swingin’. Nemmeno il mancato sold-out pare toccare il vocalist più di tanto e anzi, bello è il suo concedersi in continuazione al pubblico oltre la transenna, cantando spesso tra loro legato da una rete di braccia sporte in continuazione verso il palco. Una barriera fisica che lo richiama a se in continuazione e che lui oltrepassa sulle note di Scars, scavalcando la transenna e attraversando il locale prima di immergersi a cantare tra il suo pubblico fino a fine canzone. Il ritmo viene tenuto alto anche dagli altri membri della band e in particolare da Jerry, che si concede anche lui per quanto possibile verso i suoi fans trasmettendo loro la stessa energia riversata sulla sua chitarra.

La scaletta che presenta il gruppo è un buon intreccio tra nuovi i nuovi brani e i vecchi, e lascia il giusto spazio alla presentazione del loro nuovo album The Connection con Where Did the Angels Go?, Give Me Back My Life, Silence Is The Enemy, Leader of the Broken Hearts e la più lenta e bella Before I Die, ma sono sicuramente brani come Blood Brothers, Between Angels and Insects, Burn e la stessa Scars i momenti migliori del live. La durata dell’intero concerto non supera l’ora e mezza e non viene concesso alcun encore, questo l’unico punto negativo che si guadagnano i Papa Roach in una serata nel complesso ben riuscita. Last Resort chiude infatti la setlist di una quindicina di canzoni già alle 23 e 30 lasciando in bocca ai fans ancora carichi l’amarezza di chi, abituatosi ormai alle temperature equatoriali, avrebbe gradito volentieri un rientro sul palco per qualche pezzo in più. Poco male, il gruppo ha da poco confermato il rientro in Italia per un’ulteriore data il 19 Novembre all’Estragon di Bologna. E questa volta ricordatevi gli asciugamani.

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