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Metallica a Udine 2012 – Recensione

by on 20 giugno 2012
 

METALLICA: BLACK ALBUM ANNIVERSARY

A UDINE E’ APOCALISSE CON LA BAND DI SAN FRANCISCO

Sono le 21:00….E’ l’inizio dell’ Apocalisse…......

Si spengono le luci all’interno dello Stadio Friuli di Udine ed il momento che tutti i metallers di mezza Europa, onnipresenti, attendevano da tempo si concretizza e si materializza davanti a loro…

40.000 anime dannate, sono pronte per rendere tributo ad una metal band che di questa branca musicale  hà fatto la Storia e che decide di arrivare in terra italica per rispolverare il loro orgoglioso passato. Tutto questo si racchiude nel Black Album, il maggior periodo ispirativo dei Metallica.

I due maxischermi in HD ai lati del palco iniziano a proiettare le immagini del film western “Il buono, il brutto e il cattivo”,  in sottofondo la colonna sonora di un orgoglio tutto italiano: Ennio Morricone!

L’attesa e l’adrenalina salgono velocemente ed al termine del pezzo cinematografico, ormai intro della band  in qualsiasi concerto che si rispetti, entrano in scena i Four Horsemen.

Si accendono le luci, lo stadio Friuli è illuminato a giorno!!! Il tempo necessario per salutare i fan e si attacca subito con Hit The Light: potente, corrosiva, un impatto sonoro che manda in visibilio tutto lo stadio e si può immediatamente notare l’eccellente forma fisica dei Metallica, con in particolare un  James Hatfield che indossa un giubbotto jeans, riportante toppe dei gruppi metal più famosi, facendolo ringiovanire… quasi a rievocare anche nell’anima i tempi ormai lontani del Black Album.  Il palco faraonico risulta essere strutturato su due livelli, con una pedana circolare che permette agli artisti di entrare a diretto contatto con i fan nelle prime file.

Si continua in rapida sucessione con: Master Of Puppets, ove il pubblico si scatena e si lascia andare definitivamente in un solo coro…dopodichè giungono con velocità  e potenza: Fuel , For Whom The Bell Tolls e per ultima Hell And Back.

Con grande sorpresa i Metallica stupiscono il loro pubblico, infatti, decidono di tenere sulle spine e ben carichi i 40.000 di Udine, in attesa della performance del Black Album. Successivamente giunge il momento in cui scorrono le immagini su tre maxischermi inerenti il periodo d’oro che riporta con la memoria i vecchi fan irriducibili e con sorpresa le nuove generazioni a quel 1991. In visione, vi sono  le date del tour originale ed anche alcuni spezzoni dei telegiornali statunitensi dell’epoca.

La prima song viene accolta nel delirio generale: The Struggle Within, dopodichè My Friend Of Misery, The God That Failed e Of Wolf And Man. Non c’è un attimo di respiro, con James Hatfield, Kirk Hammet e Robert  Tujillo che corrono su e giù dal palco supportati dai fan scatenati. Si capisce subito che la scaletta del Black Album non è rispettata come richiederebbe l’originale, ma questo rende ancora più speciale la sua rievocazione.

Giunge a spezzare le condanne di questo Giorno del Giudizio: Nothing Else Matters. Il momento è magico; la voce profonda di James Hatfield si fonde con quella di tutti i fan presenti, lo stadio si illumina con telefonini e accendini, è giunto  il momento di essere un popolo solo….in parole povere: la Metallica’s Family, come viene definita più volte dalla stessa band rivolgendosi al pubblico durante lo Show.

Si procede con il resto dell’ album: Through The Never, Don’t Tread On Me,Wherever I May Roam. Una vera esplosione di energia metallica.

Infine, un’altra song mistica: The Unforgiven. James Hatfield, imbraccia la chitarra acustica e scandisce le prime note, facendo accapponare la pelle a tutti i presenti. Una song che ascoltata dal vivo è pur  sempre epica.

In successione e quasi a spezzare l’incantesimo di The Unforgiven arrivano:  Holier Than Thou e Sad But True….per giungere a chiusura concerto prima dei bis con Enter Sandman,  quest’ultima  dà inizio agli effetti speciali scelti accuratamente per le song  più evocative: ed ecco partire i fuochi d’artificio che incantano tutti i 40.000 di Udine, per poi dare prova di una performance tecnica eccellente da parte dei Metallica che a metà brano si divertono a rendere partecipe anche il pubblico, coinvolgendolo in ritornelli vari ed il batterista Lars Ulrich, con un piede puntato sul seggiolino dietro le “pelli” , tiene il tempo pestando con più forza la sua micidiale batteria, sfoggiando un ghigno malefico e divertito direttamente ripreso sui maxischermi.

A questo punto dello show si parte con i bis: Battery, potente all’inverosimile con i suoi fuochi d’artificio e con le lingue di fuoco che si levano dal palco. E’ delirio puro!!! Il pubblico si alza in piedi dalle gradinate ed inizia a pogare ipnotizzato dalla batteria di Lars….si continua con una grande sorpresa per tutti; già si mormorava ad inizio concerto se l’avessero suonata oppure no, alcuni ne erano certi, altri ovviamente un po’ increduli….ma ai i primi colpi di mitragliatrice e  cannoni si unisce la bomba sonora del pubblico, a ringraziare i Metallica per questo splendido capolavoro proposto che è One. Le luci del palco si spengono, i maxischermi pure. Le armi da guerra vengono rappresentate dai vari fuochi d’artificio e fiammate sul palco, un vero spettacolo visivo,  per continuare con dei giochi laser che attireranno l’attenzione del pubblico per l’intera song, la quale, verrà suonata dai Four Horsemen con la massima discrezione, facendo scomparire, gli stessi artisti, tra i laser ed i fumi…

Siamo giunti al termine dell’Apocalisse con Seek And Destroy: I Metallica ringraziano tutti per il supporto dimostrato e attaccando con l’intro, vengono lasciati andare sul pubblico, dalle varie postazioni strategiche,una miriade di palloni neri. La song si dimostra come sempre  all’altezza della chiusura.

Si accendono le luci dello Stadio, siamo ancora tutti li, attoniti, e meravigliati dalla qualità artistica di questa band statunitense che anche a chi non è amante del genere convince  ad apprezzare.

L’acustica si è dimostrata essere buona, come la performance artistica e fisica dei Four Horsemen che nonostante abbiano qualche anno sulle spalle, si mantengono in forma e non deludono le aspettative dei fan. Inoltre si è potuto constatare come la produzione  abbia investito notevolmente sugli effetti speciali già citati, offrendo uno spettacolo di alta qualità visiva e di conseguenza a voler regalare ai fan (italiani e dell’Europa dell’est, ricordando la posizione strategica dello Stadio Friuli) l’evento sull’evento.

Dopo due ore e mezza di concerto,  la gente inizia ad uscire soddisfatta di aver dannato l’anima anche solo per una sera e se il Giorno del Giudizio potrà (metaforicamente parlando) essere come questo……si spera non sia troppo lontano!!!

Lunga vita al Metal.

Lunga vita ai Metallica.

15/05/2012.

Andrea Pesce

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