792 views 0 comments

Kiss a Villa Manin: il Racconto

by on 22 giugno 2013
 

Kiss: Monster tour 2013, Italy, Codroipo (UD), Villa Manin

Negli ultimi anni, questa contrada sita nella bella terra friulana, si e' immolata al rock ed in particolare il maestoso e suggestivo complesso di villa manin, fatto edificare nel 1600, dall'allora doge di Venezia: Ludovico I° Manin. Tale struttura ha avuto come ospiti varie bands internazionali di richiamo tra cui Iron Maiden, Motorhead e altri. Certamente non potevamo immaginare che un segno scolpito tra le mura della stupenda villa lo lasciassero anche i mastodontici Kiss, con quello che si preannunciava uno spettacolo folgorante.

All'interno del grande parco dentro le mura, si nota immediatamente l'imponenza del palco, coperto dal telo raffigurante l'emblema della band di New York. Il pubblico si sta ancora sistemando quando prima che diventi buio, intorno alle 21:00, si sente a sorpresa la presentazione dei Kiss. Le prime luci si accendono, il telo cade e partono i fuochi d'artificio che danno inizio alle note di "psycho circus", e non potevano iniziare con una song piu' azzeccata di questa, come preludio a tutto quello che ne seguira' in questo show.

I nostri occhi rimangono immediatamente colpiti dal batterista Eric Singer (the catman), il quale sospeso dietro le pelli su una pedana rialzata sino all'impianto luci, inizia gradatamente a riscendere, mentre: Gene Simmons (the demon), Paul Stanley (the starchild) e Tommy Thayer (the spaceman), prendono subito il controllo del pubblico salutandolo, con un ottimo pezzo hard rock. La song termina facendo rimanere i presenti in estasi per il perfetto connubio tra energia contagiosa e spettacolo. Si prosegue con "shout it out loud". Gene Simmons, Paul Stanley e Tommy Thayer, si collocano insieme davanti al palco e attaccano con le chitarre, la risposta del pubblico e' immediata. il ghiaccio si e' rotto.

Sono tutti intenti a ballare questo trascinante pezzo, tra esplosioni e fiammate.

Si susseguono:"let me go, rock n' roll", "i love it loud" e la piu' recente "hell or halleluja".

Il palco come detto prima, gli effetti speciali e l'imponente impianto luci a forma di ragno, consolidano la fama che questa rock band si porta dietro da quarant' anni. Alle loro spalle vi e' un enorme maxischermo e ai lati del palco posti un po' piu in basso, ve ne sono altri due di ridotte dimensioni ove vanno proiettati i loro video originali e altro. e' tempo di guerra sonora, di adrenalina, ormai sono tutti ben carichi quando partono le note di "war machine".

Paul Stanley si muove agilmente e il resto della band non vuole essere da meno, a termine del pezzo, partono le sirene, si spengono le luci del palco e la scena viene lasciata a Gene Simmons, che con la spada infuocata in mano, sputa una buona quantita di alcool sul fuoco, folgorando i presenti, dopodiche' impianta la spada ardente sul palco indicando le prime file del pubblico con la sua apertura alare e con l'esposizione della parte anatomica piu' rilevante: la sua lingua.

Subito dopo si riparte con "heaven's on fire" per giungere alla dinamica e divertente "calling doctor love", Gene Simmons inizia a cantare la song, mentre Paul Stanley di siede sul palco a suonare la chitarra ritmica, permettendo ai fotografi sottostanti di immortalare le sue zeppe, invece Tommy Thayer ci regala un bell'assolo di chitarra.

Ma non c'e' l'intenzione di far riprendere il pubblico dalle continue sorprese sugli effetti speciali, pertanto, si va avanti con la celeberrima "deuce" e in seguito, i fuochi d'artificio daranno il via a "say yeah", quest'ultima tratta dall'album "sonic boom" del 2009.

Ottime sono le inquadrature sul maxischermo del pubblico che continua a cantarne il ritornello facendo rendere conto della festa messa in moto in questo "circo pazzo". Si aggiungono in un secondo tempo "shock me" e "outta this world", regalandoci ancora emozioni.

 Tommy Thayer, si diverte con i suoi virtuosismi alla chitarra elettrica accompagnato dal batterista Eric Singer, quando, ad un certo punto sia Tommy che Eric verranno elevati sopra le rispettive pedane, con varie cortine fumogene. Tommy fara' esplodere dalla sua chitarra varie fiammate, mentre Eric una volta elevato sino all'impianto luci, prendera' un bazooka e fara' fuoco verso il pubblico. Giochi pitotecnici ed esplosioni, urla tra il pubblico con innumerevoli applausi.

 Pausa per i componenti della band, ma non per Gene Simmons, che suona un assolo di basso con il suo strumento a forma d’ascia cambiato per l'occasione e conclude la sua performance facendo sgorgare sangue finto dalla bocca. in seguito verra' alzato in volo e portato sopra l'enorme impianto luci a forma di aracnoide, per cantare il prossimo pezzo: "god of thunder".

Il pubblico e' a bocca aperta e si gode questo momento spettacolare. Si torna con i piedi per terra, per proporre ai fun "lick it up".

Termina la song e inizia immediatamente un classico immortale: "love gun", mentre si sentono i primi accordi di chitarra, Paul spicca il volo dal palco, elevandosi sopra il pubblico che va in delirio, per atterrare sopra il palchetto posto al centro del parco della villa tutti si girano indietro ad osservare cosa succede e "star child" inizia a cantare la song da un'asta con microfono installata per tempo, rivolgendo le spalle al pubblico e osservando direttamente la telecamera situata di fronte a lui.

Tutto questo per una trovata a dir poco geniale. Paul viene ripreso in primo piano dalle telecamere che proietteranno la sua immagine direttamente sul palco, quindi i fun voltandosi indietro, noteranno il resto della band suonare e paul rivolgersi direttamente a loro dal maxischermo. a fine song torna sul palco con lo stesso sistema....sospeso in volo.

L'emozione per i fan di vederlo a pochi metri da terra e' molto forte e rende questa song una delle piu' belle e sentite della serata.

 Dopodiche' si giunge al termine dello spettacolo, partono gli accordi di chitarra, insieme a fuochi d'artificio e fiammate sul palco nonche' una miriade di coriandoli sparati sul pubblico. le ragazze impazziscono e tutti ballano furiosamente sulle note di "rock n'roll all nite".

La song prosegue festosa a ritmo di un ottimo hard rock n' roll, ma la parte migliore si riserva nel finale ovvimanete, ove Gene e Tommy salgono su due pedane che una volta staccatesi dal palco li porteranno verso i fan ad una altezza elevata. Lo spettacolo e' impressionante. La gente non smette di urlare per la sorpresa, mentre Eric Singer verra' allo stesso tempo alzato con la batteria sino all'impianto luci, tra varie cortine fumogene. A Paul il compito di frantumare la sua chitarra e ad ogni colpo inferto partono i fuochi, sino all'ultimo in cui la chitarra esplode in vari pezzi.

 I Kiss salutano e se ne vanno. Uno spettacolo con una produzione ad alto livello, soprattutto nelle risorse spese in effetti speciali e l'acustica ottimale per il luogo in cui ci si trova.

I quattro artisti sono apparsi subito in ottima forma fisica, dimostrando di continuare ad avere quella dimestichezza necessaria per potersi muovere liberamente nonostante gli abiti di scena.

Alcuni minuti dopo i Kiss tornano sul palco per i bis. E Paul dopo aver detto al pubblico che la prossima song verra' dedicata a loro, per la passione ed il calore che trasmettono, attacca con "detroit rock city". Esplode un boato tra gli intervenuti allo show e il rock sanguigno di questa song, ci trascina pieni di energia esplosiva a "i was made for loving you", terminato il tutto rimane solo Paul Stanley sul palco e con la sua chitarra elettrica suona gli accordi di "black diamond", giunge il momento in cui con le mani forma un cuore....il cuore dei kiss che batte solo per i suoi fan, terminato l'intro eplodono i fuochi d'artificio ed inizia la parte rock vera e propria, Gene non si spreca a fare linguacce a tutti, Paul e Tommy si affiancano con le chitarre per rendere l'assolo di questa canzone unico ed irripetibile.

Si chiudono i bis con "god gave rock n' roll to you ii", sono fuochi d'artificio in chiusura. Si accendono le luci, la band tra il boato del pubblico saluta e si ritira dietro lo stage, dopo due ore di esilarante spettacolo davanti a 8000 persone.

 Si e' ancora increduli quando termina il tutto e ci si chede se quello a cui abbiamo assistito questa sera fosse reale, certo e' che la professionalita' e l'ardimento di questi artisti rendono il tutto veramente speciale.

 Nel dirigerci verso l'uscita di villa manin, io ed altre persone ci giriamo....come se....volessimo dare un’ ultima occhiata a quello che e' stato un fenomeno e ci accorgiamo che la band ha fatto pubblicare sul maxischermo la frase: "Kiss loves you Udine".

Percepivamo....che le sorprese....non erano ancora finite!!!!

 

 Andrea Pesce

Be the first to comment!
 
Leave a reply »

 

Leave a Response