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Iron Maiden al Sonisphere – Rho – Il Resoconto

by on 11 giugno 2013
 

IRON MAIDEN, SONISPHERE, RHO (MI), 08 giogno 2013

“THE SEVENTH SON......IS REBORN TONIGHT!!!!"

Per le foto del concerto clicca qui:<a href="http://www.myrock.it/iron-maiden-al-sonisphere-le-foto/"> http://www.myrock.it/iron-maiden-al-sonisphere-le-foto/</a>

Una moltitudine.....solo così si può definire la marea di metallers, proveniente dalle più svariate parti d'Italia e non solo, accorsi al Sonisphere, per il richiamo della Vergine di Ferro. Il tempo regge bene e ci permette di prepararci a quello che viene annunciato come l'evento nell'evento: il rifacimento del Maiden England 88', scaletta immortalata in un V.H.S. registrato al Birmingham N.E.C. il 27 e 28 Novembre 1988 e Steve Harris ne era il regista, la sua prima esperienza in questo campo.

Sono le ore 21:10 circa, quando i maxischermi in HD ai lati del palco proiettano le immagini di enormi iceberg, il pubblico è carico all'inverosimile e voltandosi indietro non se ne vede la fine, partono le note di "Moonchild", un alternarsi tra tastiere e chitarre chiamate a mandare in visibilio i presenti, Nicko McBrain pesta sempre più forte dietro le pelli e al suo ritmo entrano sul palco faraonico: Steve Harris, Dave Murray, Adrian Smith, Janick Gers e Bruce Dickinson.

Gli Eddie’s Boys, schizzano da una parte all'altra del palco e danno subito prova di essere in buona forma fisica, Bruce indossa il suo frac, ormai consolidato in questo tour, e con sorpresa, si nota un Dave Murray con un taglio di capelli più corto rispetto a quello a cui siamo abituati a vedere. Si prosegue con un bel coro di apertura al successivo pezzo, incitato da Bruce Dickinson a tutti i fun presenti: "Can I Play With Madness" dinamica come sempre grazie anche al bel assolo di Adrian Smith.

Le luci si spengono e sui maxischermi vengono proiettate le immagini inerenti l'inizio di "The Prisoner". Nicko tiene il tempo con la batteria, mentre Bruce si occupa di tenere alta l'adrenalina coinvolgendo il pubblico a farsi sentire durante tutta la song con delle potenti ovazioni. E' il turno di "2 Minutes To Midnight" con l'intro alla chitarra di Adrian Smith e Janick Gers che si diverte ad ammiccare col pubblico.

Al termine vi è una piccola pausa e Bruce ricorda ai presenti il valore della pace, quella pace che si ricerca in ogni cosa, ma soprattutto la si ricerca per porre fine alle guerre, mosse sempre dai potenti con motivi discutibili. Presenta al pubblico: "Afraid To Shoot Strangers", uno dei momenti più belli e toccanti della serata. Una song mistica, profonda, riflessiva, ed è grandioso poter vedere tutti i chitarristi insieme riuniti davanti al palco, durante questa esibizione.

Dopo i primi minuti di rilassamento, dovuti a questo coinvolgente pezzo, torna a tremare la terra grazie alla cavalcata proiettata sui maxischermi riguardo alcuni Ufficiali di cavalleria, intenti a guidare la carica dei Nobili 600. A dare man forte a questi soldati vi sono le note infuocate di "The Trooper". Bruce Dickinson, Steve Harris e Janick Gers fanno la loro parte, e tra i metallers intervenuti al Sonisphere si scatena il delirio assoluto dovuto ai ritmi potenti di questa song storica.

E' tornato il momento della calma, ma solo apparente, quando ci si rende conto che la voce in sottofondo è quella di "The Number Of The Beast", dal palco si alza il demonio accerchiato da lingue di fuoco e con i suoi occhi fiammeggianti pare scrutare ognuno di noi. Parte la celeberrima "air raid siren" di Bruce Dickinson e il resto della band non farà altro che dargli corda catapultandosi da una parte all'altra dello stage, I tre chitarristi sparano assoli come fossero proiettili e Steve ci ipnotizza con il famoso assolo del suo basso.

Giunge un altro dei momenti più significativi della serata con "Phantom Of The Opera", song piuttosto rara da sentire in sede live, quindi una piacevolissima sorpresa per i presenti che esplodono non appena si accorgono dell'intro e durante l'esibizione i cori si sprecano come gli scambi di assoli tra Adrian, Dave e Janick. Al termine, Bruce annuncia "Run To The Hills", ed è proprio in questo pezzo che sbuca fuori un mastodontico Eddie in uniforme da Ufficiale con tanto di spada a dettare legge sul palco, Janick si diverte a girargli intorno e a provocarlo con la sua chitarra. I bambini presenti tra il pubblico, rimangono strabiliati a vedere il loro zombie beniamino per la prima volta ed è una gioia notare lo stupore ed il sorriso nei visi di quelle che saranno le nuove leve portabandiera del Rock.

Ora però è tempo per il futuro, l'intro della chitarra di Adrian Smith, ci fa capire subito che si tratta di "Wasted Years", song brillante nel suo insieme e con un ritornello ormai scolpito nella memoria di tutti i metal kids. A questo punto della serata viene proposta la mastodontica: "Seventh Son Of A Seventh Son" ovvero la tittletrack di quell’ album capolavoro pubblicato anni or sono. La scenografia del palco risulta essere simile a quella del tour originale, tranne per alcuni particolari aggiornamenti su Eddie, giusto per stare al passo coi tempi. A differenza della versione passata, è interessante notare che viene suonata dai tre chitarristi in modo eccelso. Al momento clou partono i fuochi d'artificio sul palco a meravigliare i presenti.

Giungono in successione "The Clairvoyant" e "Fear Of The Dark", quest’ultima si sposa perfettamente con il resto della scaletta, ma diciamo la verità, ormai è divenuta un pezzo irrinunciabile, in qualsiasi contesto temporale si trovi.

Si conclude lo show con "Iron Maiden", Bruce Dickinson infiamma il pubblico, la folla si comprime sempre di più, pronta a far ricordare alla Vergine di Ferro che il metal è vivo e la passione per esso, per il suo stile di vita, non morirà mai. Le chitarre di Adrian, Dave e Janick attaccano con l'intro, Steve inizia a puntare il suo basso verso le prime file, perchè Gli Iron Maiden stanno chiamando loro....stanno chiamando tutti noi....Bruce urlerà piu volte "Scream for me Milano" e troverà sempre risposta, assordante e convinta, come poche se ne possa dare nella vita. I fuochi d’artificio portano la song a conclusione. La band saluta e si ritira. Uno spettacolo potente, degno della loro fama essendo stati anche attenti a non ripetere una epoca tale e quale al passato; in effetti la scaletta è stata variata rispetto al tour originale, donandole una rinnovata efficacia, permettendo così di poter includere alcuni successi che nel passato non erano ancora stati pubblicati.

I fan iniziano a chiamare la Vergine di Ferro, sempre più insistentemente per i bis, ed ecco che si accende un rombo di motori....in particolare aerei da caccia, non ci vuole molto per comprendere che da li a qualche secondo inizierà il celeberrimo discorso che Winston Churchill fece alla sua nazione in tempi bui, tutto questo infiamma i fun e quando partono le note di "Aces High", uno dei più grandi classici del metal, esplode un boato. La band da il meglio di se in fatto di energia e ancora una volta si riunisce tutta insieme davanti al palco, per rendere tributo alla marea umana presentatasi questa sera e tra lingue di fuoco in aggiunta a colpi di mitraglia, termina questo capolavoro.

E' tempo di "The Evil That Men Do" che ci accompagna all'ultimo classico che chiude questa edizione del Sonisphere: "Running Free". Nicko Mcbrain si diverte dietro le pelli, mentre Bruce Dickinson, presenta ogni membro della band e nel contempo coinvolge anche il pubblico coi ritornelli della song. Steve, Dave, Adrian e Janick, ci dedicano gli ultimi assoli dei loro strumenti. Termina il pezzo. Bruce si complimenta con i fun dicendo che lui e compagni hanno vissuto una serata fantastica. Salutano tutti e se ne vanno dopo due ore di spettacolo.

Una produzione imponente con impianto luci ed effetti speciali aggiornati, l'acustica si è rivelata essere buona e ancora una volta la performance è stata perfetta, sempre all'altezza delle aspettative....ma ormai si sà che la garanzia in campo rock ha un nome ben preciso: Iron Maiden.

ANDREA PESCE

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