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From Yesterday, il ritorno sui palchi dei Thirty Seconds To Mars in concerto all’ Hydrogen Festival

by on 18 luglio 2013
 

Di certo non mi aspettavo di tornare a casa piacevolmente stupita a termine concerto quando, qualche mese fa, ho acquistato il biglietto per la data dei Thirty Seconds To Mars a Padova (secondo appuntamento in Italia dopo la tappa al Lucca Summer Festival la sera precedente) che ne avrebbe decretato l’effettivo rientro nelle scene dopo un periodo di ‘pausa’ di poco più di un anno. Questo a causa della nuova uscita discografica, Love Lust Faith + Dreams, tanto acclamata dallo stesso frontman Jared Leto come album rivelazione della band, quanto poi disillusa dalla presentazione di 12 tracce che hanno portano volontariamente verso una violenta frattura rispetto le sonorità originali dei precedenti album, lasciando in questa nuova uscita estremo spazio a sperimentazione e contaminazione. Intendiamoci, non che in definitiva, si tratti di un lavoro del tutto pessimo, semplicemente di un disco dalle incredibili variabili e per lo più presentato attraverso scelte discutibili almeno quanto la decisione di inviare il primo singolo estratto in anteprima proprio nello spazio, scelta non necessaria e difficilmente interpretabile se non come un’esagerata trovata di marketing. In parte dimenticavo però che una personalità come quella di Jared Leto non è di certo da sottovalutare nella sua personale ricerca artistica, perfino se questa appare decisamente non scontata e stravagante.

Tornando all’appuntamento padovano, in realtà la prima vera sorpresa della serata non appartiene ai Thirty Seconds To Mars quanto alla splendida cornice dell’Anfiteatro Camerini, sede ufficiale dell’Hydrogen Festival, capace di ricreare lo spazio ideale perché la musica possa esprimersi al meglio tra i lasciti della storia. Inutile dirlo, quando anche la location fa la sua parte all’interno di un concerto, l’insieme sfocia in sfumature davvero armoniche e dal sapore in più.

La fila che attende l’arrivo dei Mars è notevole già a partire dal primo pomeriggio, tanto che non si attende molto dopo l’apertura dei cancelli perché l’anfiteatro si riempia per circa la metà della capienza totale. Per l’effettivo inizio del concerto tuttavia si dovrà attendere fino a poco meno delle 22.00 quando calate le luci e acceso il maxischermo viene fatta iniziare Birth. Il vocalist-attore-produttore Jared Leto appare sul palco dimostrando una notevole carica e energia, sicuramente determinato nel coinvolgere il pubblico nel suo nuovo progetto almeno con i livelli della stessa passione che li attorniava qualche anno fa, quando i Mars erano riusciti a creare il loro piccolo ma fidato popolo di Marte. Disperso e disorientato durante il periodo di pausa in seguito ad uno stop dai palchi non troppo epico (mi riferisco all’ultima apparizione milanese), è proprio l’immensa luce di Leto assieme alla ritrovata voce a consentire di radunare nuovamente il suo ormai dimezzato seguito per ricondurlo là dove la magia della loro musica si era affievolita. Night of the Hunter, Search and Destroy e This Is War mettono alla prova i propri fan ricordando proprio quei passati momenti anche grazie ad una scenografia ricreata ad hoc per mantenere sempre alta l’attenzione, come l’impiego di enormi palloni gonfiabili giganti sul pubblico in This Is War e l’utilizzo più o meno costante di un maxischermo dove vengono proiettati efficaci strofe dei brani eseguiti e simboli della band, quando non addirittura interi video musicali. E’ poi il momento della presentazione dei brani tratti dal nuovo album tra cui vengono eseguiti Conquistador, Do or Die, Depuis Le Début, End of All Days City of Angels and Pyres of Varanasi, sempre accompagnati durante l’esecuzione da importanti effetti scenografici tra cui esibizioni di due acrobati professionisti in grado di esibirsi in una vorticosa danza all’interno di grande un hula hoop acrobatico durante Depuis Le Début e di sfidarsi a colpi di salti mortali sotto il ritmo incalzante di Pyres of Varanasi . Durante lo show Jared spezza il susseguirsi dei brani rievocando più volte l’amore che lo lega al nostro paese e della grande riconoscenza provata per il grosso supporto alla band dimostrato fin dai primi momenti. Non manca nemmeno una suo personale commento su quanto sia buona la pasta italiana e di quanto ne abbia mangiata in questi due giorni di presenza sulla penisola, esprimendo anche il dubbio che per questo gli venga “il culo grosso”. Che, a dirla tutta, suona un po’ come quando una tua amica con il fisico da modella ti rivela tutta convinta che deve andare in palestra a perdere un po’ di chili perché è ingrassata. Si, sei aumentato di mezzo etto Jared, io fossi in te mi metterei immediatamente a dieta. La cadenza del frammentario concerto rallenta poi notevolmente con l’uscita dal palco della perfetta base ritmica di Shannon e Tomo, rispettivamente alla batteria e chitarra/tastiere per lasciare spazio all’esecuzione di un breve set acustico chitarra/voce e pubblico dove trovano spazio From Yesterday (al termine del quale Jared rivela di essere sorpreso di ricordarsi ancora il testo dopo tanto tempo), Echelon, Witness e Hurricane. The Kill (Bury Me) rimane a mio parere uno dei pezzi più belli del gruppo sia per il testo e che per il video musicale, e poterla riascoltare dal vivo rievoca non poche emozioni. Per fortuna viene eseguita in acustico solo nella prima parte per poi presentarla in tutto la sua bellezza nella versione originale. A ruota vengono poi eseguite Kings and Queens and Closer to The Edge dove in quest’ultima il pubblico viene invaso nuovamente da una pioggia di animali marini gonfiabili prima dell’uscita della band dal palco. Il bis concede l’esecuzione del nuovo singolo Up in the Air, dove viene riproposta la salita di un gruppo di fan sul palco, soluzione in realtà già voluta durante lo scorso tour che non regala nulla di aggiunto in questa nuova versione. Il concerto da scaletta avrebbe dovuto terminare qui, ma prima di ritirarsi Jared concede il bis di Do or Die per consentire una migliore ripresa delle scene per il prossimo video musicale del brano. Che dici, siamo andati bene Efestione?

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