855 views 0 comments

Baustelle a Udine – 16 dicembre 2013 – Il Resoconto

by on 19 dicembre 2013
 

Lavori (e fantasmi) in corso
Baustelle @ Teatro Giovanni da Udine, 16 dicembre 2013

Eviterò di annoiare il lettore con la solita retorica di quanto sia difficile fare musica d’autore in Italia, laddove sembra che se non esci da un reality show e canti della banalità non puoi avere speranza di successo. E’ evidente di per se che i Baustelle arrivano da tutt’altra formazione.

La novità è che non c’è solo Azalea Prom. in Friuli: complimenti quindi ai ragazzi di Euritmica che hanno saputo portare ancora una volta la musica di qualità in quel di Udine.

Il gruppo toscano si presenta “in bikini” a detta del loro portavoce : il tour precedente, accompagnato da orchestra sinfonica lascia spazio ad un più minimale quartetto d’archi che alleggerisce i brani. E poi, con quello che costano le orchestre e in tempo di crisi… si fa di necessità – virtù : è il Minimal Fantasma Tour.

I testi degli ultimi lavori non sembrano all’altezza dei precedenti : sento rime sanremesi del tipo aeroplano-lontano, il che potrebbe far suppore che i “Lavori in Corso” (trad. di Baustelle dal tedesco) sono fermi ad un primo giro di manutenzione.
In questo mondo tutti devono per forza avere un leader : la politica, lo sport, la società. I Baustelle ne hanno due : Francesco Bianconi (chitarra e voce) e Rachele Bastreghi (pianoforte e voce). Lei : rigorosamente in nero ostenta una vena gotica un po’ fine a se stessa, nelle canzoni che interpreta i suoi amori sono sempre tormentati, traditi, neri : ha un pessimo rapporto con la Chiesa. Lui : è il prototipo estetico da Premio Tenco, bassi da Signor G, cadenza alla De Andrè d’annata che fa l’occhiolino ai radical chic.

Musicalmente gli album più riusciti sono quelli datati metà anni 2000. I brani proposti al Giovanni da Udine estratti dai medesimi risulteranno i più applauditi. Qui respiri la vera cifra stilistica dei Baustelle : Sergio si rivela i pezzo più vero, genuino, rock e con la benevolenza postuma del Proff. Basaglia. Romantico a Milano, il classicone con tanto di coro finale del pubblico sul significato di wildiana memoria che l’erba faccia male solamente a chi la fumasse senza stile.
Poco probabile la cover di Stranizza d’Amuri di Battiato, in dialetto siculo. Il cantante la introduce scusandosi che in quel di Udine c’azzeccherà ben poco ; dialogo con il pubblico in merito, all’interno del quale un fan – che sembra una macchietta alla Mandi-Mandi – gli ricorda che il Maestro è sempre il benvenuto in terra friulana.

Ovazione finale per i numerosi bis dove ritornano i temi tanto cari alla band : gli psicofarmaci, la depressione, la prepotenza dei media, il suicidio. L’amo con cui hanno sempre pescato i post-adolescenti sembra ancora magnetico ma attenzione a non abusarne e fare la fine del dimenticato Grignani : infatti, se lui puntava alla stessa fascia generazionale mirando ragazze deluse e playboy pentiti, loro lo hanno fatto di certo con emo, borderline e sinistra-al-caviale. Mi perdoneranno di questo paragone i fans di lunga data per l’irriverente accostamento, ma… c’è bisogno di lavori in corso… I fantasmi – come dicono gli stessi Baustelle – sono già dentro di noi.

Massi Boscarol

Be the first to comment!
 
Leave a reply »

 

Leave a Response